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RADIESTESIA EVOLUTIVA E SCIAMANICA

 

L'istante magico è quel momento in cui un sì o un no può cambiare tutta l'esistenza. 

Paolo Coelho


L'energia Universale muove il mondo. Le diverse vibrazioni costituiscono consistenza, forma, colore... di tutto il visibile e l'invisibile. In natura tutto è energia e tutto possiede una "vibrazione": dal sasso al vegetale, dall'animale all'essere umano, da un quadro ad un libro, da un'automobile a una trasmissione televisiva.

La parola "radiestesia" (o radioestesia) deriva da due radici, una greca raggio, "raggio" e l'altra latina aistetis, "sensibilità" o "percezione".

La radiestesia è quindi la capacità umana di percepire le vibrazioni che si trovano al di sotto della soglia sensoriale cosciente.

La radiestesia è la sensibilità psichica alle radiazioni emesse da ogni cosa (sia essa un corpo, una sostanza o un essere vivente). 

Il radiestesista è una persona dotata di una speciale sensibilità (che può essere risvegliata e sviluppata con l'allenamento), capace di collegarsi con le fonti che emettono radiazioni o fluidi.
La Radiestesia è quindi una tecnica che sfrutta l'ausilio di due strumenti (pendolino e biosensor) che fungono da antenne. Grazie a questi strumenti l'operatore potrà ottenere in base all'oscillazione dell'antenna le risposte si o no e quindi potrà testare cibi e oggetti. Proprio per questo motivo la radiestesia solitamente è abbinata alla radionica che invece studia le onde di forma emesse da particolari schemi che sfruttano la geometria sacra. Inoltre l'operatore potrà captare e collegarsi alla frequenza vibratoria di ciò che desidera, se stesso, l'ambiente circostante, oggetti, animali o persone. Detto questo si può comprendere la base della radiestesia,  ma aggiungo che tecniche radiestesiche ce ne sono molte. Personalmente ho seguito un'insegnante della mia zona che ha frequetato sia la scuola di Mario Totti sia quella di Bruno Pepe. Questa disciplina definita proprio da Bruno Radiestesia dell'Anima permette di cambiare ottica e vedere la vita con una chiave di lettura evolutiva comprendendo nel profondo che ogni avvenimento può essere trasformato positivamente. Proseguendo le mie ricerche con lo sciamanesimo ho notato che durante il corso imparavo con il viaggio sciamanico a vedere e trasformare le mie esperienze ed energie come avevo già fatto con la radiestesia. Proprio per questo motivo ho deciso di definire la radiestesia che uso Evolutiva e Sciamanica. 

 

Storia

La parola radiestesia sostituisce quella di rabdomanzia (dal greco rhabdos=verga e mateia= divinazione), che consisteva nel cercare persone o cose nascoste osservando le oscillazioni della bacchetta. Si ha notizia di racconto pratica nel vecchio testamento dove i rituali divinatori avvenivano per mezzo di frecce o bastoni sacri. Etruschi e Romani utilizzavano bastoni di varia natura come divinazione per scelte poliche o militari, per cercare l'acqua e per avere segnali per il futuro. A Roma però questi bastoni sacri erano esclusiva sacerdotale. Nel Medioevo tali tecniche si diffondono tra il popolo e la tecnica diviene più dinamica: si faceva “saltare la bacchetta” oppure si utilizzava “far girare il setaccio” per ottenere risposte come scoprire l'assassino di un delitto, giacimenti minerari o falde acquifere. Dal Rinascimento queste pratiche iniziarono a diventare talmente incomprensibili che si iniziava a pensare che la bacchetta la muovesse il demonio...Settecento e Ottocento aprirono le porte a innumerevoli sperimentazioni ma sempre imputate alla magia. Solo nel Novecento la ricerca presenta una piega diversa grazie a scienziati e psicologi. Qui nasce il termine radiestesia o radioestesia come la conosciamo oggi, e da qui iniziano a diffondersi due scuole di pensiero: la Radiestesia Fisica e la Radiestesia Mentale.

Secondo i “fisicisti” il corpo umano potrebbe essere paragonato ad un apparecchio ricevente in grado di catturare le onde di altri corpi animati o non animati. Secondo invece i “mentalisti” invece la radiestesia è un'attività dell'inconscio che trae origine dalle capacità psichiche dell'individuo che la svolge. Quindi secondo i ”fisicisti” le facoltà che muovono il pendolo si possono sviluppare mentre per i “mentalisti” l'operatore deve avere facoltà paranormali. 

Secondo la mia opinione se consideriamo le moderne scoperte di fisica quantistica secondo le quali esistono più realtà in contemporanea e che i nostri corpi (dell'aura) compenetrano e si influenzano ecco che queste due teorie potrebbero coesistere.

A tal proposito introduco l'esperimento del fisico Thomas Young. 


L'esperimento di Thomas Young: Noi siamo cocreatori della nostra realtà

Nel 1801, il fisico Thomas Young dimostrò la natura ondulatoria della luce con un esperimento poi denominato Esperimento di Young, che prevedeva una fonte di luce e uno schermo con due fenditure parallele che si trovava davanti a uno schermo opaco. Se questo esperimento viene avviato con una sola fenditura aperta, i fotoni sparati dalla fonte di luce arriverebbero allo schermo opaco fatto dando un risultato corpuscolare, come se la luce fosse solo da particelle. Invece, se entrambe le fessure vengono aperte, il risultato cambia radicalmente. La luce emessa attraverso le due fenditure si mostrerà sull'ultimo schermo come se fosse un'onda e non più una particella. C'erano infatti delle bande nere dei risultati che potevano essere spiegate soltanto con lo scontro di due onde, che si distruggono una vicenda, creando un'interferenza.

E se invece di sparare tutti i fotoni insieme, la fonte di luce ne emettesse soltanto uno alla volta? In questo modo, le onde non potrebbero più creare interferenze. Anche in questo caso, però, pur mandando sullo schermo opaco un solo fotone per volta, si otteneva un risultato descritto da una natura ondulatoria. Le cose diventano ancora più bizzarre quando viene inserito un rilevatore ottico che dica chiaramente quale fenditura attraversino i fotoni. Ebbene, come esito dell'esperimento, il rilevatore certificò che il 50% dei fotoni attraversava la prima fenditura, mentre il restante 50% la seconda, ma il risultato sembrava suggerire una natura particellare. Una volta spento il rilevatore, tuttavia, il risultato impresso sullo schermo opaco tornava ondulatorio.

Sono le nostre osservazioni che influenzano l'energia che ci circonda. In questo esperimento si è riscontrato che l'osservatore dell'influenza (crea) il risultato/realtà.

La realtà quantica esplora già il fatto che un'energia può essere in contemporanea due realtà. La luce è sia un'onda che una particella.

Questo esperimento conferma anche che noi siamo co-creatori della nostra realtà e che l'intenzione influenza l'energia.